Che cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili | Estia SpA

Che cosa sono le Comunità Energetiche

Tempo di lettura: 6 minuti

Le comunità energetiche (CE) sono soggetti giuridici, autonomi e controllati da azionisti che si uniscono per produrre, auto-consumare e vendere “energia pulita”, prodotta da fonti rinnovabili. Si formano quando un’ insieme di persone costituisce un’impresa sociale o un ente del terzo settore e collabora con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti locali.

Il concetto di autoconsumo si riferisce alla possibilità di consumare e produrre in loco l’energia per far fronte ai propri fabbisogni energetici permettendo al prosumer (producer e consumer) di contribuire alla transizione energetica e allo sviluppo sostenibile del proprio Paese.

L’obiettivo principale delle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) è fornire benefici ambientali, economici e sociali a livello di comunità alle aree locali in cui operano.

comunità energetica

Come si fa una comunità energetica

L’autoconsumo di energia si può realizzare in tre modi:

  1. Individuale
  2. Collettivo
  3. Di comunità

Nel primo caso il cittadino possiede un impianto di produzione di energia rinnovabile e auto-consuma l’energia che lui stesso produce. L’autoconsumo collettivo, invece, prevede una pluralità di consumatori in un edificio con uno o più impianti, che possono essere di proprietà di terzi come ad esempio il condominio con impianto fotovoltaico sul tetto che fornisce elettricità al palazzo e alle unità abitative.

In ultimo, la comunità energetica produce energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili. Per condividere l’energia viene utilizzata la rete di distribuzione esistente con una gestione virtuale.

Le comunità energetiche possono essere di due tipi:

  1. Comunità Energetica Rinnovabile: pilastro fondamentale è l’autonomia tra i membri. L’energia può essere gestita in diverse forme (elettricità, calore, gas), a patto che siano generate da una fonte rinnovabile e che i membri si trovino in prossimità degli impianti;
  2. Comunità Energetica di Cittadini: in questo tipo di comunità energetiche i cittadini collaborano alla generazione, consumo, distribuzione e stoccaggio di energia;

Le ultime due tipologie (autoconsumo collettivo e comunità energetica), sono state legalmente introdotte in Italia dal decreto 162 dicembre 2019 (milleproroghe) art. 42-bis. In sintesi, esistono diverse tipologie di comunità energetica, ma l’obiettivo è lo stesso per tutte: fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili ai propri membri.

comunità energetiche rinnovabili

Perché la comunità energetica

I vantaggi derivanti dalle comunità energetiche sono molteplici. Quello maggiormente evidente è probabilmente quello economico: un cittadino, un condominio, una Pubblica Amministrazione o un’impresa che sceglie di auto-consumare energia proveniente da fonti rinnovabili, ottiene:

  • un risparmio in bolletta. Più energia si auto-consuma, maggiore è l’incentivo che si riceve per andare a coprire i costi variabili della bolletta (quota energia, oneri di rete e relative imposte quali accise e IVA);
  • la valorizzazione dell’energia prodotta. Può rappresentare una fonte di guadagno grazie ai meccanismi incentivanti;
  • le agevolazioni fiscali come detrazioni o super ammortamento: per un privato realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto rientra nella ristrutturazione edilizia contemplata dalle agevolazioni fiscali. È infatti possibile detrarre dall’Irpef il 50%/65% dei costi di realizzazione, mentre per le imprese è previsto il super ammortamento del 130% del valore dell’investimento;
  • La riduzione delle emissioni di CO2‚ o di altri gas clima alteranti. In Italia una famiglia in media consuma circa 2700 kWh di energia elettrica all’anno: con un impianto fotovoltaico si eviterebbero le emissioni di circa 950 kg CO2 all’anno, l’equivalente della quantità assorbita da circa 95 alberi!
  • Il contenimento di costi e consumi derivante dalla CER può essere utile per chiunque abbia sperimentato povertà energetica: una situazione di difficoltà economica conseguente ad una combinazione di basso reddito, spese energetiche elevate e bassa efficienza energetica delle abitazioni.

Alcuni esempi di comunità energetiche

Sono diverse le comunità energetiche nel mondo. Di seguito trovi quelle più in linea alle attuali normative europee.

Nel Mondo:

  • The Brooklyn Microgrid (BMG), New York 2016. Fondata come benefit corporation dalla società LO3 Energy, è costituita ad una rete energetica comunale in cui cittadini e commerciali possono acquistare e vendere energia rinnovabile. I partecipanti scelgono, attraverso una app, quale tipologia di energia acquistare: solare, energia rinnovabile e/o energia di rete.

In Europa:

  • Bioenergy Village Jühnde, Germania 2004. Il villaggio di Jühnde in Germania conta circa 750 abitanti. L’impianto bioenergetico locale è di proprietà degli abitanti uniti in una cooperativa. Il progetto ha potuto svilupparsi grazie al supporto politico e a quello dell’Università di Göttingen: la comunità oggi produce il 70% di calore e il doppio dell’energia necessaria. Ad oggi quasi il 75% della popolazione di Jühnde è anche membro di questa società!
comunità energetiche

Le Comunità energetiche in Italia

  • Cooperativa di Melpignano, Melpignano (LE) 2011. Nata dalla collaborazione tra Legacoop e l’amministrazione comunale, il suo obiettivo è produrre energia tramite i pannelli fotovoltaici posti sui tetti degli edifici della città. La cooperativa ha inoltre la responsabilità di installare, gestire e manutenere gli impianti fotovoltaici.
  • GECO – Green Energy Community, Bologna, 2019. Progetto pilota che si propone di affrontare gli aspetti sociali, tecnici ed economici legati alla creazione di una comunità energetica green, col fine di aumentare la sostenibilità ambientale, ridurre la povertà energetica e generare un ciclo economico a basse emissioni di carbonio.
  • CER – Energy City Hall, Magliano Alpi (CN) 2020. Dal dicembre del 2020 il Comune di Magliano Alpi con il suo impianto fotovoltaico da 20 kWh installato sul tetto del Palazzo comunale, condivide la propria energia pulita prodotta proponendosi, inoltre, come coordinatore della CER.

Chi può farla?

Tu puoi!

Chiunque può far parte di una comunità energetica

Se hai a cuore la questione ambientale e intendi ristabilire una relazione con l’ambiente partendo dall’uso di fonti rinnovabili per la realizzazione di un sistema economico e sociale sostenibile per il pianeta e per le future generazioni, questa è la strada  per te.

La parola “comunità” non è casuale: significa mutuo appoggio, cooperazione e scambio. In tal senso, questa parola ci riporta ad una dimensione di “comunanza” non solo territoriale, ma anche di obiettivi e ideali. Il termine “energia”, quando associato alle comunità, ha una doppia valenza:

  • da un lato si riferisce all’energia “pulita”, ossia le fonti rinnovabili naturali;
  • dall’altro, fa riferimento all’energia di chi decide di unirsi per fare la differenza.

Essere comunità energetica, dunque, significa partire dalle origini – la dimensione comunitaria –, per intraprendere nuove strade verso modi di produzione e consumo dell’energia a km zero.

Significa ristabilire una relazione con l’ambiente, a partire dall’uso di fonti rinnovabili, per la realizzazione di un sistema economico e sociale sostenibile per le presenti e future generazioni.

Comunità energetica è attenzione per l’ambiente, è vivere insieme, ma in modo sostenibile. Se sei interessato a creare una comunità energetica e non sai da dove iniziare rivolgiti ad Estia!

Cosa possiamo fare per te:

  • Consulenza
  • Studio e progettazione comunità
  • Coordinamento progetto di installazione e gestione

Come lo facciamo?

  • Studio fattibilità
  • Definizione del modello e raccolta adesioni
  • Realizzazione impianto
  • Attivazione comunità
  • Gestione dei flussi energetici
  • Supporto selezione fornitori energetici
comunità energetiche da fonti rinnovabili

Ecco un esempio concreto che ha calcolato i principali indicatori economici, ipotizzando un condominio composto da 8 utenze e servito da un impianto fotovoltaico della potenza di 20 kW, senza sistema di accumulo.

L’autoconsumo complessivo è pari al 40% dell’energia prodotta dall’impianto. L’autoconsumo fisico è il 7% della produzione fotovoltaica mentre quello relativo all’energia condivisa è circa il 33%. Il tempo di ritorno dell’investimento è inferiore ai 10 anni nel caso di applicazione della detrazione fiscale del 50%.

L’incentivo definito dalla Legge 8/2020 premia esclusivamente l’energia condivisa, promuovendo così la nascita di meccanismi volti a massimizzare l’energia virtualmente auto-consumata in un’ora.

Grandezze energetiche condominiali [kWh/anno] 
Produzione26365
Autoconsumo1792
Energia condivisa8109
Energia immessa24573
Grandezze economiche condominiali [€/anno] 
Risparmio autoconsumo (1) 300
Incentivo (MISE) (2) 811
Restituzione oneri (ARERA) (3) 74
Vendita energia a prezzo di mercato (4)1247
Totale Risparmio 2432 €/anno
Tempo di ritorno dell’investimento (5)  
Senza detrazioni fiscali del 50% 13 anni
Con detrazioni fiscali del 50%8 anni 
fonte: https://dossierse.it/wp-content/uploads/2020/11/Gli-schemi-di-Autoconsumo-Collettivo-e-le-Comunita-dell-Energia.pdf

(1) Valutato con corrispettivi tariffari 2019 del servizio di maggior tutela per utenze non
residenziali con potenza contrattuale >16,5 kW
(2) Valutato al prezzo zonale (CSUD) 2019
(3) Valutato con formula CAC Allegato A delibera 318/2020
(4) Vendita energia a prezzo zonale (CSUD) (4)
(5) CAPEXFV :1200 €/kWp, OPEXFV 19 €/kWp

Simulazione di un caso di autoconsumo collettivo condominiale, Fonte RSE

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