Bonus edilizi e cessione del credito nel 2023 | ESTIA

Bonus edilizi e cessione del credito nel 2023

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Anche quest’anno, grazie alla Legge di Bilancio del 2022, sono state ratificate le manovre a sostegno dell’economia e delle imprese italiane, confermando il trend degli ultimi due anni. Come è possibile analizzare da uno dei nostri approfondimenti sul bonus 110% e modifiche successive, le cose da sapere sull’argomento sono diverse soprattutto se ad usare le misure saranno i condomini; andiamo per gradi e vediamo quali sono gli altri bonus disponibili per chi vuole ristrutturare il proprio immobile.

1.    Bonus ristrutturazione

Innanzitutto con il nuovo anno l’agevolazione sulle ristrutturazioni vedrà dei cambiamenti, per esempio il super bonus ristrutturazione permetterà la detrazione fiscale del 50% della spesa per un tetto massimo di 96.000 euro, inoltre tale misura, grazie alla legge di Bilancio 2022 resterà attiva con una proroga fino al 2024 e potrà essere usata anche per le spese sostenute nell’anno in corso. La formula precedente invece prevedeva che la detrazione fosse prevista solo per il 36% e per un tetto massimo di 48.000 euro di spese di ristrutturazione.

Le regole generali per accedervi restano grossomodo le stesse, infatti fino al 31 dicembre 2024 sarà possibile portare in detrazione fiscale tutte le spese ammissibili e la manutenzione straordinaria e ordinaria degli edifici.

Bonus ristrutturazione, le spese ammesse e le novità 2023

Come abbiamo avuto modo di approfondire già in passato l’agevolazione non si applica su qualsiasi tipo di ristrutturazione, ma la detrazione del 50 per cento è possibile solo per alcuni lavori, inoltre non si limita solo ai lavori su condomini su cui è possibile fare lavori quali:

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia su parti comuni di condomini.

Tutti i dettagli in merito a queste classificazioni sono specificati all’interno delle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001.

Il Bonus Ristrutturazione è una misura che può essere usata anche per lavori svolti in proprio e in economia, quindi anche senza una ditta; in tal modo la rendicontazione potrà prevedere le spese per l’acquisto di tutti i materiali necessari al restyling dell’edificio.

L’agevolazione copre alcuni lavori di manutenzione ordinaria, come l’implementazione di un ascensore o delle scale di sicurezza, il miglioramento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi, l’inserimento di impianti per il risparmio energetico, l’inserimento di recinzioni e la realizzazione di scale interne.

Si tratta di un vasto elenco che quindi può prevedere anche lavori più strutturali quali:

  • l’adeguamento delle altezze dei solai;
  • l’apertura di nuove finestre;
  • la realizzazione dei bagni nel caso di ampliamento dello stabile.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione 2023

Partiamo dal presupposto che chiunque può accedere a questa misura messa a disposizione dal governo italiano e i requisiti minimi per i soggetti sono:

  • pagamento delle imposte sui redditi;
  • proprietari di un immobile;
  • locatari;
  • futuri acquirenti che abbiamo firmato e registrato un preliminare di vendita;
  • usufruttuari;
  • imprenditori;

Per imprenditori, o soci con redditi condivisi, è possibile accedere all’agevolazione, ma non per gli edifici che sono sotto l’azione della realtà imprenditoriale.

2.    Bonus sisma

Il Sismabonus è una misura messa in atto dal Governo nel 2020 e quest’anno è stato rinnovato fino al 2024. La percentuale di detrazione di questo incentivo varia proprio in caso di condominio, ma non solo, muta anche se si migliora la classe di rischio dello stabile.

Le percentuali di detrazione sono del 70% se si diminuisce il rischio di una classe, 80% se si diminuisce di due classi. Il sisma bonus per i condomini e le opere sulle aree comuni che incrementano la classe di rischio, la percentuale è del 75% per l’upgrade di una classe, 85% per due classi.

A tale incentivo possono accedere tutti coloro che intendono realizzare opere su edifici che insistono su determinate aree definite sismiche per livello e cioè:

  • alta pericolosità sismica (zone 1 e 2)
  • media pericolosità nella zona 3;

Restano escluse le aree all’interno della zona 4. Infatti per tutti coloro che sono all’interno di quest’area è possibile comunque sfruttare la detrazione fiscale con lavori di messa in sicurezza statica. In questo caso è utilizzabile in quasi tutta la nazione italiana.  Mentre invece per la zone 1, 2 e 3, questo bonus è utilizzabile sia per consolidare che per tutti gli interventi che migliorano la stabilità dell’edificio.

3.    Bonus terrazzi

Anche per interventi su terrazzi e balconi esiste una detrazione IRPEF del 36% su una somma massima di 5 mila euro, prorogato anch’esso fino al 2024. Si tratta della possibilità di inserire delle aree verdi sugli edifici, per esempio realizzando un tetto fatto di prato.

Il bonus prevede una detrazione in 10 quote annuali di pari importo.

4.    Bonus infissi

In realtà non esiste una misura legata strettamente al cambio degli infissi, ma è possibile usare sia il bonus ristrutturazioni che l’Ecobonus, con il 50% delle detrazioni ed entrambi prorogati.

Il bonus ristrutturazioni ha un tetto massimo di spesa di 96 mila euro e può essere usato solo per immobili residenziali. L’Ecobonus è invece utilizzabile anche per immobili ad uso commerciale; il tetto massimo in questo caso è però 60 mila euro e ha come vincolo quello che i nuovi infissi debbano insistere in stanze riscaldate.

5.    Bonus mobili

Nell’ambito della ristrutturazione di un immobile è stato prorogato anche il bonus mobili, con una detrazione fiscale del 50%. Non tutto il mobilio è ammesso nelle spese, ma solo elettrodomestici e arredo ad alta efficienza energetica con un tetto di spesa massimo di 8 mila euro.

Cessione del credito e Sconto in Fattura

Come abbiamo imparato nel corso di questi anni con i vari bonus, chi accede a queste misure, oltre alla detrazione scaglionata negli anni, può scegliere di ricevere l’agevolazione mediante due forme più immediate:

  • la cessione del credito;
  • lo sconto in fattura.

Nel caso in cui venga scelta una di queste due opzioni per le ristrutturazioni è obbligatorio essere in possesso del visto di conformità e dell’attestazione di congruità dei prezzi. Questa richiesta specifica fa sì che la misura sia maggiormente protetta dalle frodi.

Nello specifico deve essere inviata una comunicazione all’Agenzia delle Entrate con entrambi i documenti firmati da un professionista che ha apposto il visto di conformità, lo stesso quindi che ha effettuato i controlli.

Il medesimo professionista, tenendo come riferimento il Decreto Prezzi, dovrà inoltre confermare e ratificare i prezzi previsti per la realizzazione dei lavori.

Qualora non ci fosse all’interno del Decreto Prezzi il riferimento ad uno o più lavori che si intende svolgere, il professionista può fare riferimento ai listini ufficiali, a quelli locali delle Camere di Commercio o ai valori di mercato della zona in cui si realizza la ristrutturazione.

Sebbene la pratica della cessione del credito e delle altre agevolazioni per ristrutturazione siano divenute assai consuete, è comunque impossibile non avvalersi di professionisti per la gestione della documentazione e della rendicontazione, a maggior ragione se si tratta di un condominio con diverse unità abitative e con differenti tipologie di soggetti all’interno.

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