Rumori molesti in condominio: come comportarsi, regolamenti e denunce | ESTIA

Rumori molesti in condominio: come comportarsi, regolamenti e denunce

Tempo di lettura: 4 minuti

Musica alta durante una festa, chi ha il sempre volume alto della tv, i ragazzi che urlano e fanno chiasso, chi accende l’aspirapolvere di primo mattino o chi sposta i mobili alle 3 della notte, non rispettando gli orari di silenzio del condominio previsti dal regolamento.

L’elenco dei rumori molesti potrebbe ancora continuare a lungo, ma qualsiasi esso sia come prima cosa si pensa ad un modo per scrivere un avviso o contattare l’amministratore fino ad arrivare all’esposto per rumori molesti. 

Anticipiamo già che quest’ultima non è l’unica scelta da considerare, quindi vedremo nel dettaglio come comportarsi nel caso in cui in condominio ci siamo frequenti rumori molesti. 

Quando un rumore può dirsi molesto?

Tutti i rumori sono diversi: c’è un rumore più assordante ma breve; un rumore prolungato nel tempo ma più sopportabile. Una differenza che è stabilita già dal Codice Civile nell’articolo 844, che considera illegali tutti i rumori che superano la soglia della normale tollerabilità

Ma cosa significa normale tollerabilità? Quando un rumore è tollerabile?

Secondo la legge, se il rumore supera la soglia dei 3 decibel il rumore di sottofondo (il rumore dalla strada). 

Tuttavia, la tollerabilità del rumore cambia di volta in volta, perché ad esempio uno stesso rumore può essere tollerabile in pieno giorno, ma intollerabile nel cuore della notte oppure un rumore può essere percepito come più forte in un quartiere residenziale tranquillo.

Per definire i rumori intollerabili (quindi illeciti) bisogna considerare: 

  • l’intensità dei rumori
  • l’orario dell’emissione
  • l’intenzionalità
  • la zona del condominio, se si trova in una zona residenziale tranquilla o una zona centrale, più rumorosa

A seconda della situazione e dei fattori, il legislatore farà una valutazione che può essere eseguita in base alla testimonianza di altri condomini o ad una misurazione dei decibel.

Una breve puntualizzazione sulla misurazione dei decibel: se il vicino non ti fa dormire e hai voglia di registrare tutto con il tuo telefono per avere delle prove da sottoporre alle autorità competenti, queste verranno rifiutate e non prese in considerazione.
Bisogna rivolgersi ad un consulente tecnico d’ufficio (CTU) nominato dal giudice, ma solo se la causa è avviata. Sarà chiaro che se non si inizia il processo, non si potranno neanche registrare i rumori provenienti dal vicino con appositi strumenti. 

Rumori molesti: come risolvere e a chi rivolgersi? 

Come primo passo, ti consigliamo di risolvere la questione con il vicino, parlandogli in modo pacifico ed educato invitandolo ad avere un comportamento rispettoso. Se il tuo intervento non dovesse sortire l’effetto sperato, anzi i rumori continuano disturbando tutto il condominio e la quiete pubblica ci si può rivolgere a:  

  • carabinieri o polizia
  • procura della Repubblica 
  • questura

Se invece la situazione è meno grave, si può scrivere una lettera di diffida o effettuare un esposto alle autorità competenti.

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Scrivere una lettera di diffida 

Da inviare direttamente al vicino responsabile della produzione dei rumori molesti. Puoi scrivere una lettera di diffida dopo esserti accertato che i rumori molesti prodotti rientrino in questa categoria. Hai bisogno anche di prove della produzione di suoni che disturbano, non solo te, ma anche altre persone in condominio. 

Se vuoi scrivere la tua lettera di diffida valida (magari insieme ad altri condòmini) deve essere scritta al pc, stampata su un foglio A4, al cui interno deve esserci:

  • il destinatario in alto a destra ( il nome del tuo vicino e il suo indirizzo)
  • l’oggetto, ad esempio “diffida per produzione di rumori molesti in orari di silenzio”
  • appellativi formali (sig., sig.ra)
  • l’introduzione al problema, ovvero i problemi che hanno portato a scrivere la lettera, facendo in modo di essere più chiaro e oggettivo possibile, riportando anche orari dei rumori ed esponendo in modo educato il problema. L’ironia, il sarcasmo e i giochi di parole sono da evitare. 
  • le conclusioni, con un “ultimatum”, ovvero spiegando che se non cambierà atteggiamento si passerà a vie legali 
  • saluti finali in modo formale
  • la firma  

Una volta scritta e stampata, la lettera di diffida deve essere inviata dall’ufficio postale, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Sì, anche se faresti prima ad imbucare nella cassetta della posta del tuo vicino. In questo modo, il vicino non avrà scuse e non dirà di non averla ricevuta.

Fare un esposto alla polizia, ai carabinieri

Se il rumore molesto interessa altre persone, come nel caso di disturbo alla quiete pubblica si può scegliere di fare un esposto. Ma cosa significa?

Un esposto è una segnalazione alle autorità, come ad esempio ai carabinieri e alla polizia, per invitarli a controllare una determinata situazione. Quindi fare un esposto non significa fare una denuncia o una querela.  

Per presentare un esposto, bisogna descrivere la situazione, indicare le prove e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Non ci sono formule prestabilite anche se, presso alcune stazioni o comandi, sono presenti già dei modelli prestampati.

Dopo aver scritto l’esposto si può inviare tramite posta elettronica raccomandata (PEC) o tramite raccomandata. Tuttavia, l’intervento delle autorità non sempre, anzi molto raramente dà esito positivo.

Le conseguenze

Nel caso di rumori illeciti e documentati stress psico-fisici di chi subisce, potrebbe esserci un risarcimento danni come prevede l’articolo 2043 del Codice Civile: 

Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona  ad  altri  un  danno ingiusto, obbliga colui che ha  commesso  il  fatto  a  risarcire  il danno.

Nel caso in cui la produzione di rumori molesti e illeciti costituiscano reato penale, può esserci un arresto fino a 3 mesi oppure un’ammenda fino a 309€. 
Per chi svolge un mestiere rumoroso che va contro la legge e le disposizioni delle autorità, l’ammenda da 103 a 516 € (articolo 659 del Codice Penale).

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