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Assicurazione casa: cosa copre, come sceglierla e quanto costa nel 2026

assicurazione casa
Tempo di lettura: 9 minuti

L’assicurazione casa protegge l’abitazione, i beni al suo interno e le persone che vi risiedono da eventi imprevisti, come incendi, allagamenti, furti o danni causati involontariamente a terzi. 

Non esiste in Italia un obbligo generalizzato di stipularla, eppure sempre più proprietari e inquilini scelgono di farlo, e non a caso: una tubatura che scoppia di notte, un corto circuito che danneggia l’impianto elettrico o una tegola che cade sull’auto del vicino sono eventi che capitano più spesso di quanto si immagini, e che senza una polizza restano interamente a carico di chi li subisce.

Il tema è diventato ancora più attuale con l’aumento della frequenza di eventi climatici estremi e con il progressivo cambio di rotta dello Stato, che negli ultimi anni ha iniziato a spostare sul mercato assicurativo privato una parte della copertura dei rischi legati a terremoti, alluvioni e frane, finora affidata quasi esclusivamente ai fondi pubblici di emergenza.

Cos’è l’assicurazione casa e a cosa serve

L’assicurazione casa è un contratto con cui una compagnia assicurativa si impegna a risarcire, entro i limiti e le condizioni previste dalla polizza, i danni subiti dall’immobile, dai beni contenuti al suo interno o causati a terzi da chi vi abita. 

Non è un prodotto unico e standardizzato, ma un insieme di garanzie che possono essere combinate in base alle esigenze reali di chi assicura: chi vive in una zona a rischio sismico avrà priorità diverse rispetto a chi abita in un condominio in centro città, così come un proprietario che affitta l’immobile avrà bisogno di coperture diverse rispetto a chi lo occupa direttamente.

Va precisato che questa polizza riguarda la singola unità immobiliare e i beni che vi si trovano: le parti comuni dell’edificio, come tetto, facciata o vano scala, restano invece un ambito distinto, coperto solitamente dall’assicurazione condominio, che l’amministratore stipula per conto di tutti i condomini.

In Italia, a differenza di altri Paesi europei, l’assicurazione sulla casa resta nella maggior parte dei casi facoltativa. 

L’unica eccezione strutturale riguarda chi accende un mutuo, per cui la banca richiede quasi sempre la sottoscrizione di una polizza incendio e scoppio a tutela del valore dell’immobile posto a garanzia del finanziamento. 

Al di fuori di questo caso, la scelta di assicurarsi resta libera, ma sempre più consigliata alla luce dei costi crescenti delle riparazioni e della maggiore frequenza di eventi atmosferici dannosi.

Assicurazione casa: cosa copre nel dettaglio

Una polizza casa completa, spesso chiamata polizza multirischio, si compone di diverse garanzie che possono essere attivate singolarmente o combinate in un unico pacchetto. Conoscerle nel dettaglio aiuta a capire quali sono davvero necessarie e quali, invece, si possono tralasciare senza rinunciare a una protezione adeguata.

Incendio, scoppio ed esplosione

È la garanzia storica e più diffusa delle polizze casa, oltre a essere l’unica richiesta per legge a chi ha un mutuo in corso. 

Copre i danni materiali causati da incendi, esplosioni, scoppi di impianti domestici e fulmini, comprese le spese necessarie per demolire, sgomberare e ricostruire le parti danneggiate. Il costo di una polizza incendio e scoppio “base” si aggira in genere intorno ai 70-80 euro l’anno, cifra che può però variare sensibilmente in base alle caratteristiche dell’immobile.

Responsabilità civile verso terzi

La responsabilità civile, spesso indicata come RC Casa o RC Famiglia, risarcisce i danni che il proprietario, l’inquilino o i familiari conviventi causano involontariamente a terzi. L’esempio classico è quello di un vaso che cade dal balcone danneggiando l’auto di un passante, ma la garanzia interviene anche per infiltrazioni verso l’appartamento del piano di sotto o per un infortunio causato a un ospite in casa. Quando si valuta questa garanzia conviene verificare il massimale, cioè il tetto massimo di risarcimento previsto: oggi la soglia minima considerata adeguata è di un milione di euro.

Furto e atti vandalici

Questa garanzia copre i beni contenuti nell’abitazione in caso di furto, rapina o atti vandalici, e in alcuni casi anche i danni alla struttura causati durante l’effrazione, come una porta o una finestra forzata. È importante controllare le esclusioni previste dal contratto, perché oggetti di valore elevato come gioielli, opere d’arte o dispositivi elettronici professionali spesso richiedono un massimale dedicato o una copertura aggiuntiva.

Eventi atmosferici e danni da acqua

Le garanzie per eventi atmosferici coprono i danni causati da grandine, trombe d’aria, bufere e nevicate eccezionali, mentre la copertura per i danni da acqua condotta interviene in caso di rotture di tubature, guasti agli impianti idraulici o allagamenti provenienti dall’interno dell’edificio. Si tratta di due garanzie molto richieste, perché coprono alcuni tra gli imprevisti più frequenti nella vita quotidiana di una casa, ben più comuni di un incendio o di un furto.

Eventi catastrofali: terremoto e alluvione

La garanzia per eventi catastrofali, conosciuta anche come polizza CAT NAT, copre i danni causati da terremoti, alluvioni, frane ed esondazioni

Il relativo premio dipende in larga misura dalla zona geografica in cui si trova l’immobile e dalla sua classificazione sismica e idrogeologica, motivo per cui il costo di questa singola garanzia può variare molto da una regione all’altra. È inoltre l’unica componente della polizza casa per cui la normativa fiscale riconosce oggi una detrazione, un aspetto su cui torneremo più avanti.

Assicurazione casa obbligatoria: quando lo è davvero

Nel 2026 non esiste, per i privati, un obbligo generalizzato di assicurare la propria abitazione. L’unico caso in cui la polizza diventa vincolante è quello del mutuo: la banca richiede la sottoscrizione di una copertura contro incendio e scoppio come condizione per erogare il finanziamento, a tutela del proprio valore di garanzia sull’immobile. Al di fuori di questa ipotesi, nessuna norma impone ai proprietari o agli inquilini di dotarsi di una polizza casa.

Il quadro è diverso per le imprese: la Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha reso obbligatoria, con scadenza fissata al 31 marzo 2025, la sottoscrizione di una polizza contro i rischi catastrofali per tutte le aziende con sede legale o stabile organizzazione in Italia, a copertura di terreni, fabbricati, impianti e macchinari. Questo obbligo, però, riguarda esclusivamente il mondo produttivo e non si estende, almeno per ora, alle abitazioni private.

Il dibattito sull’estensione dell’obbligo anche ai privati è comunque aperto e destinato a evolvere nei prossimi mesi. Nel corso del 2026 l’ANIA, l’Associazione delle compagnie assicurative, ha chiesto al Governo di estendere l’obbligo di polizza catastrofale alle abitazioni che hanno beneficiato di bonus edilizi, ricevendo dal Ministero dell’Economia un’apertura prudente ma senza impegni vincolanti. 

Alla Camera è stata inoltre presentata la proposta di legge A.C. 2791, pensata per agevolare (non ancora per imporre) la sottoscrizione di polizze catastrofali sulla prima casa. 

Il tema resta di attualità anche per un dato che dice molto sul divario di protezione oggi esistente: risulta coperto da un’assicurazione catastrofale appena il 7% delle abitazioni private, contro circa il 15% delle imprese.

In sintesi, chi possiede una casa senza mutuo in corso non ha alcun obbligo di legge, ma dato il contesto normativo in evoluzione e l’aumento dei rischi climatici, valutare una copertura almeno per gli eventi catastrofali è una scelta sempre più difficile da rimandare.

Assicurazione casa in affitto: chi deve stipularla, proprietario o inquilino

Quando l’immobile è concesso in locazione, la domanda su chi debba assicurarsi, il proprietario o l’inquilino, è tra le più frequenti, e la risposta è che entrambe le parti hanno buoni motivi per farlo, anche se per ragioni diverse. 

Nessuna legge impone la sottoscrizione di una polizza casa in affitto, ma è prassi ormai consolidata inserirla come clausola nel contratto di locazione, proprio per tutelare entrambi i soggetti coinvolti.

L’assicurazione del proprietario (locatore)

Il proprietario che affitta un immobile resta responsabile della struttura dell’edificio e può subire danni economici, anche indipendentemente dal comportamento dell’inquilino, per esempio in caso di eventi atmosferici o di guasti agli impianti condominiali. Per questo motivo, oltre alla garanzia incendio e scoppio, molti proprietari scelgono di aggiungere una copertura per la responsabilità civile legata all’immobile (RC Proprietario) e, in alcuni casi, una garanzia contro il mancato pagamento del canone da parte dell’inquilino, utile a ridurre il rischio economico di una morosità prolungata.

L’assicurazione dell’inquilino (conduttore) e il rischio locativo

L’inquilino ha una responsabilità specifica prevista dal Codice Civile: secondo l’articolo 1588, il conduttore risponde della perdita e del deterioramento dell’immobile avvenuti durante la locazione, anche se causati da un incendio, a meno che non dimostri che l’evento sia accaduto per una causa a lui non imputabile.

L’articolo 1590 aggiunge che, al termine del contratto, l’immobile va restituito nello stato in cui è stato ricevuto, fatto salvo il normale deterioramento dovuto all’uso. In pratica, se un incendio provocato da una distrazione in cucina danneggia l’appartamento, è l’inquilino a dover risarcire il proprietario, a meno di provare che la responsabilità non sia sua.

La garanzia sul rischio locativo nasce proprio per proteggere l’inquilino da questa responsabilità: copre i danni materiali che il conduttore può involontariamente causare all’immobile per incendio, scoppio, esplosione o problemi agli impianti idrici ed elettrici, evitando che un imprevisto si trasformi in un salasso economico personale. 

A questa, si affianca spesso una garanzia di responsabilità civile della conduzione, che tutela l’inquilino per i danni causati a terzi, per esempio a un vicino di casa. 

Una polizza base che copra rischio locativo e responsabilità civile dell’inquilino ha un costo contenuto, che parte generalmente da circa 60 euro l’anno, mentre pacchetti più completi, con furto o assistenza domestica, hanno un costo leggermente superiore.

Se il proprietario ha già sottoscritto una polizza che copre anche i danni provocati dal conduttore, quest’ultimo può in teoria fare a meno di una copertura propria; in caso contrario, o se il contratto di locazione lo richiede espressamente, è opportuno che sia l’inquilino a dotarsi di questa garanzia.

Quanto costa l’assicurazione casa nel 2026

Non esiste un prezzo standard per l’assicurazione casa, perché il premio viene calcolato in base alle caratteristiche specifiche dell’immobile e alle garanzie scelte, nonché a seconda dell’agenzia assicurativa scelta

Una polizza base, che comprende in genere incendio, scoppio, responsabilità civile e danni da acqua condotta, può partire da circa 120-180 euro l’anno per un appartamento di dimensioni contenute in una zona a basso rischio. 

Una polizza multirischio più completa, che aggiunge furto, eventi atmosferici, danni elettrici e assistenza h24, ha invece un costo medio compreso tra 200 e 350 euro l’anno, ed è oggi la soluzione scelta dalla maggior parte delle famiglie italiane. 

Le coperture più estese, che includono anche tutela legale e protezione rafforzata del contenuto, possono superare i 500-600 euro l’anno.

Diversi fattori concorrono a determinare il premio finale. 

La posizione geografica dell’immobile incide in modo significativo, perché le zone a rischio sismico, idrogeologico o con un’alta incidenza di furti comportano premi più elevati, così come la tipologia dell’edificio: una villa indipendente ha in genere un costo assicurativo diverso rispetto a un appartamento in condominio. 

Contano poi la superficie e il valore dell’immobile, l’anno di costruzione (gli edifici più recenti, costruiti secondo standard antisismici più moderni, godono spesso di condizioni migliori), la presenza di sistemi di sicurezza come allarmi o inferriate, e infine il livello di franchigia scelto: una franchigia più alta riduce il premio annuo, ma aumenta la quota di danno che resta a carico dell’assicurato in caso di sinistro.

Per chi affitta un immobile, il costo si muove su fasce diverse: la polizza a carico del proprietario oscilla in genere tra il 2% e il 10% del canone annuo, mentre la copertura per l’inquilino, limitata a rischio locativo e responsabilità civile, può costare tra 50 e 200 euro l’anno a seconda delle garanzie incluse.

Come scegliere l’assicurazione casa migliore

Per scegliere la polizza più adatta, è necessario partire dalla propria situazione reale, prima ancora che dal prezzo: chi vive in una zona sismica avrà bisogno di una garanzia catastrofale robusta, chi possiede oggetti di valore dovrà verificare con attenzione i massimali della garanzia furto, e chi affitta un immobile dovrà scegliere tra le coperture pensate per il proprietario e quelle pensate per l’inquilino, evitando doppioni inutili.

Un secondo elemento da valutare con cura sono le esclusioni previste dal contratto: ogni polizza elenca situazioni e beni non coperti, ed è qui che si nascondono spesso le sorprese più spiacevoli in caso di sinistro. 

Allo stesso modo, conviene leggere attentamente franchigie e scoperti, cioè le somme che restano comunque a carico dell’assicurato, per capire quanto realmente si risparmia scegliendo un premio più basso.

Infine, è sempre utile confrontare più preventivi tra diverse compagnie, valutando non solo il prezzo, ma anche i massimali offerti per ciascuna garanzia e la reputazione della compagnia nella gestione dei sinistri. 

Un premio più basso non è mai un vantaggio reale se, al momento del bisogno, la copertura si rivela insufficiente o piena di clausole limitative.

Detrazione fiscale al 19% sui premi assicurativi per la casa

Dal 2018, la normativa fiscale italiana riconosce una detrazione IRPEF del 19% sui premi assicurativi pagati per la copertura del rischio di eventi calamitosi sull’abitazione, come terremoti, alluvioni e altre calamità naturali. 

La detrazione va indicata nella dichiarazione dei redditi (modello 730, righi E8-E10) e spetta a chi ha stipulato la polizza e sostenuto la spesa, indipendentemente dal fatto che sia anche proprietario dell’immobile: anche un inquilino che abbia sottoscritto una copertura per rischio calamità sull’abitazione che occupa può portarla in detrazione.

Un punto spesso frainteso riguarda le polizze multirischio: quando il contratto include, oltre al rischio calamità, anche garanzie come incendio, furto o responsabilità civile, il 19% si applica soltanto alla quota di premio specificamente riferita al rischio calamità, e non all’intero importo pagato. 

Per applicare correttamente la detrazione occorre richiedere alla compagnia assicurativa un’attestazione annuale che indichi con chiarezza la ripartizione del premio tra le diverse garanzie: senza questo documento, la detrazione non può essere riconosciuta né difesa in caso di controllo. 

È inoltre importante ricordare che la polizza incendio e scoppio richiesta dalla banca come condizione per il mutuo non rientra in questa agevolazione, perché la norma esclude esplicitamente le coperture per incendio dal proprio perimetro applicativo.

Domande frequenti sull’assicurazione casa

L’assicurazione casa è obbligatoria per legge?

No, salvo il caso di un mutuo in corso, per cui la banca richiede una polizza incendio e scoppio. Per le abitazioni private non esiste, nel 2026, alcun obbligo generalizzato.

Chi paga l’assicurazione casa in affitto, il proprietario o l’inquilino?

Entrambi possono assicurarsi, ma per motivi diversi: il proprietario tutela la struttura dell’immobile, mentre l’inquilino si protegge dalla responsabilità per danni che potrebbe causare durante la locazione.

Cosa copre la polizza incendio e scoppio richiesta dalla banca per il mutuo?

Copre i danni materiali all’immobile causati da incendi, esplosioni e scoppi, tutelando il valore della garanzia su cui si basa il finanziamento.

Diventerà obbligatoria la polizza catastrofale anche per i privati?

Ad oggi non è ancora obbligatoria per le abitazioni private, ma il dibattito politico è aperto e potrebbe portare in futuro a incentivi o a un obbligo parziale legato ai bonus edilizi.

Come funziona la detrazione del 19% sull’assicurazione casa?

Si applica solo alla quota di premio destinata al rischio calamità naturali e spetta a chi ha pagato la polizza, sia esso proprietario o inquilino, previa attestazione della compagnia assicurativa.

La scelta dell’assicurazione casa si inserisce in un percorso più ampio che riguarda la gestione consapevole di un immobile, sia che si tratti dell’abitazione in cui si vive, sia che si tratti di una casa data in affitto. Estia conoscere obblighi, garanzie e costi, pertanto può aiutarti a prendere decisioni più informate, dalla stipula di un mutuo alla firma di un contratto di locazione, fino alla gestione quotidiana degli imprevisti che ogni proprietà, prima o poi, presenta.