Contatori idrici condominiali, tutto quello che devi sapere

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È giusto pagare di più la bolletta dell’acqua se l’appartamento è grande, ma vivi da solo? Perché i vicini pagano una bolletta inferiore se sono più numerosi? La lettura deve essere eseguita da un incaricato?

Quando si vive in un condominio le domande sono davvero tante, non solo per gli spazi in comune come parcheggi e giardini, ma anche per la ripartizione delle spese delle bollette.

Per aiutarti a trovare le risposte, in questo articolo risponderemo ai dubbi più frequenti sul tema, concentrandoci sui contatori dell’acqua. 

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Chi deve occuparsi della lettura del contatore condominiale?

Se i contatori a defalco si trovano all’interno delle singole unità immobiliari, quindi nella proprietà privata, i condòmini devono essere disponibili per l’accesso alla lettura e agevolare il lavoro al letturista.

In questo modo si avrà la certezza di spendere il giusto evitando conguagli inaspettati. 

Accesso ai contatori idrici condominiali: dove devono essere posizionati? 

Il contatore dell’acqua condominiale viene installato dal fornitore, un luogo che varia spesso, ma che deve essere accessibile per agevolare la lettura da parte dello stesso:

Di solito viene installato all’esterno dell’edificio, adeguatamente protetto dalle intemperie oppure nel vano scala del condominio.

In un condominio possono esserci infine dei contatori individuali in ogni singolo appartamento.

Come si calcolano il consumo d’acqua del condominio e si ripartiscono le spese

Il Codice Civile non contiene alcuna specifica disposizione relativa alla ripartizione delle spese per il consumo idrico in condominio.

La ripartizione può avvenire per millesimi di proprietà se il contatore è unico per tutto il condominio e quindi, l’amministratore o il letturista calcolano le spese seguendo le tabelle (art 1123 cod civ). La quota si paga direttamente all’amministratore, quindi non è necessario contattare direttamente la società erogatrice per le operazioni.

In alcuni condomini capita invece che la ripartizione delle spese avvenga per il numero di persone che abitano in un appartamento. A pensarci, anche questa suddivisione presenta diverse lacune e genererà molte discussioni.

Il principio più congruo al quale bisognerebbe attenersi, in caso ci siano contatori a defalco installati, è il calcolo effettivo del consumo di ogni singola unità immobiliare.

In teoria, solo un regolamento condominiale contrattuale sottoscritto al momento del rogito potrebbe porre deroghe a tale criterio.

Per dare qualche riferimento legislativo c’è da menzionare la cosiddetta “Legge Galli” (Legge n. 36 del 5 gennaio 1994), recante “Disposizioni in materia di risorse idriche”

Per risolvere la questione viene, innanzitutto, in aiuto un decreto ministeriale, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 1996, emanato in attuazione della c.d. Legge Galli (Legge n. 36 del 5 gennaio 1994), recante “Disposizioni in materia di risorse idriche”.

Il decreto all’articolo 5, comma 1°, aveva previsto: “il risparmio della risorsa idrica è conseguito, in particolare, mediante la progressiva estensione delle seguenti misure: … installazione di contatori in ogni singola unità abitativa”.

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Chi paga invece per la sostituzione di un contatore? L’inquilino o il proprietario?

La soluzione è da ritrovare da quello che è stato deciso nel contratto di locazione sottoscritto.

Se nel contratto non è menzionata la sostituzione, si ricorre al Codice Civile che stabilisce l’obbligo per il proprietario di mantenere l’immobile nelle migliori condizioni. Naturalmente, se il contatore non risulta manomesso e non sono stati creati danni volontariamente.

Distacco dal contatore dell’acqua condominiale: è possibile?

Spesso capita, nel condominio, che ci siano problemi per la gestione dell’acqua, tra calcoli errati e spese eccessive. Può capitare dunque di domandarsi: posso staccarmi dal contatore generale?

Sì, è possibile installare un contatore individuale, nella tua proprietà se desideri tenere sotto controllo i tuoi consumi. Per installarne uno, avrai bisogno di contattare il fornitore idrico e chiedere una quotazione per l’installazione del contatore stesso. In molte città, come ad esempio Roma, il gestore Acea Ato2 non può installare contatori privati nei condomini in quanto sarebbe problematico installarli nei condomini a meno che non si tratti di unità immobiliari poste al piano terra. 

Per questa decisione non dovrai avere nessuna autorizzazione dell’assemblea, perché oltre a essere una decisione legittima è proprio prevista dalla legge, soprattutto per le attività produttive o del settore terziario.

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