Certificato di prevenzione incendi per il condominio: cos’è e come richiederlo

Tempo di lettura: 4 minuti

Il certificato di prevenzione incendi in condominio, noto anche come CPI, è un documento fondamentale in materia di sicurezza antincendio

Ma a cosa serve esattamente, quali strutture devono averlo e quali sono le sue implicazioni?

SCIA: il vecchio CPI

Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è un documento fondamentale per garantire la sicurezza antincendio all’interno di un condominio. 

Esso attesta che l’edificio rispetta tutte le disposizioni necessarie per prevenire e affrontare situazioni di emergenza legate agli incendi. 

Le misure previste comprendono aspetti cruciali come:

  • Illuminazione di emergenza: il CPI verifica la presenza e il corretto funzionamento dei sistemi di illuminazione di emergenza, che sono essenziali per garantire una via di fuga ben visibile in caso di blackout dovuto all’incendio.
  • Accesso alle vie di fuga: le vie di fuga devono essere accessibili, prive di ostacoli e indicate in modo chiaro. Il CPI si assicura che queste vie siano progettate in modo da consentire una rapida evacuazione in situazioni di emergenza.
  • Segnaletica antincendio: il documento verifica la presenza di segnaletica antincendio, inclusi cartelli che indicano le uscite di emergenza, i percorsi da seguire e la posizione degli estintori.
  • Apparecchiature antincendio: il CPI verifica l’installazione e la manutenzione di apparecchiature antincendio, come estintori e idranti, necessarie per affrontare con efficacia un incendio iniziale prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.
  • Procedure di evacuazione: il certificato verifica prevede inoltre che siano state stabilite e documentate procedure di evacuazione chiare e che i residenti siano informati su come comportarsi in caso di incendio.

Tuttavia, il contesto normativo relativo al CPI ha subito cambiamenti significativi nel corso degli anni. 

In passato, il CPI veniva rilasciato direttamente dai Vigili del Fuoco, che effettuavano rigorose ispezioni per assicurare la conformità dell’edificio alle norme di sicurezza antincendio.

Successivamente, con l’entrata in vigore del Decreto 151/2011, il CPI è stato sostituito da un nuovo processo amministrativo noto come la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)

La SCIA rappresenta il mezzo con cui le strutture presentano le proprie informazioni e dichiarano la conformità alle normative antincendio al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. 

È importante notare che questo processo non deve essere confuso con la SCIA relativa a lavori edilizi, che invece è presentata al Comune.

Quali strutture hanno l’obbligo di chiedere l’adempimento

Sempre secondo il DPR 151/2011, le attività soggette a controlli includono:

  • Edifici con altezza antincendi superiore ai 24 Metri (Attività n. 77): questa categoria comprende gli edifici condominiali che superano un’altezza di 24 metri. Questa misura è strettamente legata alla necessità di garantire adeguate vie di fuga e dispositivi di sicurezza in caso di incendio.
  • Autorimesse pubbliche e private con superficie superiore ai 300 metri quadrati (Attività n. 75): questa attività riguarda le autorimesse condominiali che superano una superficie di 300 metri quadrati. La sicurezza antincendio in queste aree è fondamentale per prevenire e gestire situazioni di emergenza.
  • Impianti per la produzione di calore (caldaie) con potenza superiore a 116 kW (Attività n. 74): gli impianti di riscaldamento centralizzato nei condomini, che spesso superano questa soglia di potenza, rientrano tra le attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco. È essenziale garantire la sicurezza di tali impianti.

Tuttavia, in caso di dubbi o situazioni complesse, è sempre consigliabile consultare un tecnico esperto

Ad esempio, un edificio alto 40 metri è chiaramente soggetto a normative specifiche, mentre uno alto 25 metri richiede un’analisi più dettagliata poiché l’altezza antincendio non coincide con l’altezza effettiva dell’edificio, rendendo la valutazione più complessa.

Come richiedere il CPI (presentando la SCIA)

Se la struttura non ha il CPI, l’amministratore di condominio ha l’obbligo di richiederlo rivolgendosi a un tecnico specializzato che si occuperà di presentare la SCIA ai Vigili del Fuoco.

Dopo la presentazione, le autorità esamineranno la SCIA per verificarne la conformità alle normative antincendio.

Una volta che la SCIA è stata esaminata e approvata, la struttura ottiene l’autorizzazione che attesta la conformità alle normative antincendio. 

Questo documento è essenziale per dimostrare che l’edificio è sicuro da un punto di vista antincendio.

Tuttavia, non va dimenticato che la SCIA deve essere rinnovata ogni 5 anni; quindi è opportuno rispettare sempre le scadenze di rinnovo per mantenere l’edificio conforme alle normative vigenti.

La responsabilità dell’amministratore

L’amministratore di condominio svolge un ruolo cruciale nella gestione della documentazione relativa alla sicurezza antincendio.

La mancata richiesta o il ritardo nell’adempimento delle procedure relative al CPI e alla SCIA possono comportare conseguenze legali per l’amministratore. 

Queste conseguenze possono variare: in alcuni casi, l’amministratore potrebbe essere soggetto a sanzioni amministrative o multe, mentre in situazioni più gravi, in cui l’omissione mette a rischio la sicurezza delle persone, potrebbero essere previste conseguenze penali.

Pertanto, è fondamentale che l’amministratore agisca in modo tempestivo e responsabile per garantire la conformità alle normative antincendio e per evitare potenziali implicazioni legali. 

E se il certificato esiste già?

In linea di massima, nelle strutture di abitazione civile, il CPI dovrebbe esistere già, poiché rappresenta uno dei documenti principali per garantire e ottenere l’agibilità del fabbricato.

Tuttavia, l’amministratore deve comunque accertarsi della presenza e della validità di tale documento; questa situazione, nella maggior parte dei casi, si verifica quando viene nominato un nuovo amministratore di condominio.

Nel caso in cui il CPI sia scaduto o necessiti di aggiornamenti per conformarsi alle normative antincendio attuali, l’amministratore deve collaborare con un tecnico specializzato per adottare le misure necessarie di rinnovo o aggiornamento.

Questo può accadere quando, ad esempio, avviene la sostituzione di una caldaia centralizzata.

In tali casi, è necessario comunicare ai Vigili del Fuoco quanto appreso per aggiornare il certificato.

Siamo consapevoli che questo processo può risultare complesso e richiedere una serie di procedure specifiche. 

In ogni momento, siamo pronti ad assistervi e a rispondere a tutte le vostre domande e dubbi. 

Il nostro team di esperti Estia è a vostra disposizione per fornirvi il supporto necessario. 

Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni o assistenza.

Condividi