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Comprare casa è un traguardo enorme, ma anche uno dei passaggi più delicati che si possano affrontare nella vita. L’entusiasmo per la nuova casa, la pressione delle tempistiche, la concorrenza di altri acquirenti e la paura di “perdere l’occasione” spingono spesso a decidere in fretta. Ed è proprio lì che si annidano le sorprese: documenti incompleti, difformità urbanistiche, spese condominiali non previste, lavori straordinari già deliberati, vincoli, ipoteche, costi accessori sottostimati.
La verità è semplice. Una casa non è solo metri quadri e posizione, è anche un pacchetto di responsabilità, regole e costi che continueranno dopo il rogito.
Chi compra bene non è chi trova l’affare perfetto, è chi arriva preparato: sa cosa guardare, quali domande fare, quali carte pretendere e quali spese mettere a budget prima di firmare qualunque cosa.
Cosa guardare quando si compra casa: i primi controlli da fare
Prima ancora dei documenti, c’è una fase che molte persone saltano: l’osservazione tecnica e pratica dell’immobile. È il momento in cui capisci se quella casa “funziona” davvero per la tua vita e, soprattutto, se nasconde segnali di problemi futuri. Non serve essere un tecnico per fare buoni controlli iniziali, basta sapere dove guardare e cosa considerare un campanello d’allarme.
Parti dalla zona e dal contesto, non solo dall’indirizzo. Valuta rumori, traffico, parcheggio reale in orari diversi, esposizione al sole, presenza di attività che possono creare disturbo, servizi raggiungibili a piedi, sicurezza percepita. Poi passa all’edificio: facciate, balconi, androne, vano scale, ascensore, odori di umidità, stato del tetto se visibile, portone e citofono, cassette postali, pulizia delle scale e delle altre parti comuni. Sono indicatori immediati di manutenzione e gestione.
Dentro casa, concentrati su segnali tipici di criticità:
- umidità di risalita o muffa: macchie scure, intonaco che si sfoglia, odore persistente, angoli freddi
- infissi e tenuta: spifferi, condensa, difficoltà di apertura, vetri singoli
- pavimenti e pareti: crepe diagonali, avvallamenti, piastrelle sollevate, distacchi evidenti
- impianti “percepibili”: quadro elettrico datato, prese non a norma, tubazioni visibili, caldaia vecchia, scarsa pressione dell’acqua
- comfort reale: acustica tra stanze, rumorosità dall’esterno, ventilazione, luminosità
Infine, fai attenzione alle ristrutturazioni recenti “troppo perfette”. Una pittura fresca può coprire infiltrazioni. Un bagno rifatto può nascondere vecchie tubazioni non sostituite.
In questa fase stai raccogliendo indizi per capire quali domande fare e quali documenti chiedere dopo.
Le domande da fare quando si compra casa al venditore o all’agenzia
Le domande giuste fanno risparmiare tempo, soldi e stress. Molte informazioni non sono scritte nell’annuncio e non emergono durante una visita rapida. Chiedere in modo preciso, invece, aiuta a capire se l’immobile è coerente con ciò che ti serve e se ci sono elementi che potrebbero trasformarsi in problemi durante la trattativa o, peggio, dopo l’acquisto.
Ecco le aree su cui dovresti sempre ottenere risposte chiare.
Storia dell’immobile e motivazione della vendita:
- da quanto tempo è sul mercato
- perché viene venduto
- ci sono state trattative saltate, e per quale motivo.
Stato e lavori fatti:
- quali lavori sono stati eseguiti, quando, e con quale documentazione
- impianti rifatti o solo “sistemati”
- interventi su tetto, facciate, balconi, colonne di scarico.
Costi di gestione:
- spese condominiali ordinarie e cosa includono
- eventuali spese straordinarie già deliberate o previste
- consumi medi: riscaldamento, elettricità, acqua, eventuale gas.
Aspetti giuridici essenziali:
- l’immobile è libero o occupato, e con quali tempistiche viene consegnato
- ci sono ipoteche, vincoli, servitù, pendenze
- la proprietà è unica o ci sono più comproprietari, eredi, deleghe.
Dotazioni e pertinenze:
- cosa è compreso nel prezzo: cucina, arredi fissi, climatizzatori, tende da sole
- pertinenze: cantina, box, posto auto, soffitta (sono accatastate e di proprietà).
Un consiglio pratico: chiedi sempre che le risposte importanti siano confermate per iscritto (email o messaggio). Non per sfiducia, ma perché durante una trattativa le versioni possono cambiare facilmente e perché rimanga traccia di quanto stabilito.
Cosa chiedere prima di firmare una proposta di acquisto
La proposta di acquisto è spesso il punto in cui le persone si espongono di più senza rendersene conto. Non è una semplice “prenotazione”, è un impegno che può avere conseguenze economiche, se viene gestito male. Prima di firmare, devi trasformare la proposta in uno strumento di tutela, inserendo condizioni e verifiche che ti proteggano da sorprese.
Dunque, cosa dovresti chiedere e chiarire prima di mettere la firma?
Condizioni sospensive e tempi
- condizione sospensiva per l’ottenimento del mutuo, con tempi realistici,
- consegna dell’immobile: data, stato, sgombero, eventuali lavori concordati,
- tempistiche per preliminare e rogito, con margini ragionevoli.
Caparra e modalità di pagamento
- importo della caparra e dove viene depositata,
- condizioni di restituzione in caso di esito negativo delle verifiche,
- tracciabilità e modalità: assegno, bonifico, deposito fiduciario.
Documentazione obbligatoria da produrre
- conformità urbanistica ed edilizia, dove pertinente,
- planimetria catastale e visura aggiornate,
- attestato di prestazione energetica,
- regolamento condominiale e ultimi verbali assembleari.
Prezzo e oggetto della vendita
- cosa è incluso e cosa è escluso, in modo dettagliato,
- pertinenze e loro identificazione,
- eventuali vincoli o servitù esplicitati.
Se stai acquistando un immobile attualmente locato, o con situazioni di gestione da valutare, può essere utile avere una visione più ampia delle regole locative e delle responsabilità. Per approfondire, leggi: Come affittare un appartamento: documenti, regole, tasse e modalità di locazione.
Quando si compra una casa: quali verifiche fare sui documenti
I documenti non sono burocrazia fine a sé stessa. Sono il modo con cui verifichi che ciò che stai comprando esista davvero, sia regolare, sia vendibile e non ti trascini dietro problemi. Una verifica documentale fatta bene riduce drasticamente il rischio di blocchi al rogito e di contenziosi post-acquisto.
Le verifiche principali riguardano quattro aree.
Titolarità e provenienza
- atto di provenienza: compravendita, donazione, successione,
- eventuali vincoli legati alla provenienza (p.es. donazione, usufrutto),
- comproprietà e necessità di firme di tutti i titolari.
Catasto
- visura catastale aggiornata,
- planimetria catastale conforme allo stato di fatto,
- dati corretti di categoria, rendita, vani, pertinenze.
Urbanistica ed edilizia
- conformità tra stato attuale e titoli edilizi,
- presenza di sanatorie, condoni, pratiche in corso,
- verifiche su ampliamenti, verande, cambi di destinazione d’uso.
Ipoteche e gravami
- visure ipotecarie per accertare ipoteche, pignoramenti, pregiudizievoli,
- eventuali servitù, diritti di terzi, vincoli paesaggistici.
Queste verifiche vanno affrontate con approccio pratico: non basta “avere i documenti”, bisogna che siano coerenti tra loro e con la casa reale che hai visitato.
Stato dell’immobile e del condominio: aspetti spesso sottovalutati
Molti acquirenti si concentrano sull’interno dell’appartamento e trascurano l’edificio. È un errore comune, perché una parte importante dei costi futuri non dipende dal tuo appartamento, ma dal condominio: facciata, tetto, ascensore, impianti comuni, cortile, autorimessa, colonne montanti. Anche se l’appartamento è perfetto, un condominio trascurato può generare spese impreviste e disagi per anni.
Cosa osservare e verificare?
- Manutenzione delle parti comuni: segnali di trascuratezza, infiltrazioni, intonaci degradati;
- ascensore: età, manutenzione, eventuali adeguamenti;
- impianti comuni: autoclave, centrale termica, eventuale contabilizzazione;
- lavori in vista: ponteggi recenti o preventivi già circolati;
- clima condominiale: liti, morosità elevate, contenziosi.
I documenti contano molto, pertanto bisogna almeno richiedere gli ultimi verbali di assemblea e una situazione sintetica delle spese. Se emergono lavori straordinari già deliberati, valuta subito l’impatto sul tuo budget e chiarisci per iscritto chi li paga, se il rogito avviene dopo la delibera.
Chi compra casa cosa deve pagare: tasse, spese notarili e costi accessori
Il prezzo dell’immobile è solo una parte del costo reale. Chi compra casa, deve considerare un insieme di spese che, se non pianificate, possono mettere in difficoltà anche chi ha risparmiato con attenzione.
Budgettizzare tutto, prima evita di trovarsi a rincorrere liquidità all’ultimo momento, spesso con scelte peggiori (finanziamenti costosi, rinunce su lavori necessari, stress inutile).
Vediamo quindi quali sono le voci principali da considerare.
Imposte e tasse:
- imposta di registro o IVA, a seconda che tu compri da privato o da impresa
- imposte ipotecaria e catastale
- eventuali agevolazioni prima casa se ne hai i requisiti.
Spese notarili:
- onorario del notaio, variabile in base a valore, complessità e atti collegati
- spese vive: visure, registrazioni, trascrizioni, volture
- eventuale mutuo: atto di mutuo, iscrizione ipotecaria, formalità.
Costi accessori spesso dimenticati:
- provvigione agenzia immobiliare
- perizia della banca e istruttoria mutuo
- assicurazioni collegate al mutuo, dove previste o richieste
- traslochi, allacci, volture, eventuali lavori immediati
- arredi e adeguamenti: tende, zanzariere, climatizzazione, piccoli interventi.
Un metodo utile è dividere il budget in tre blocchi: costo acquisto, costo accessorio obbligatorio, costo post-acquisto. Così capisci subito se l’operazione è sostenibile, senza scoprire spese “invisibili” dopo.
Le spese condominiali: cosa sapere prima di acquistare
Le spese condominiali non sono un dettaglio. Incidono sul costo mensile della casa e, soprattutto, possono nascondere spese straordinarie importanti. Prima di acquistare, devi sapere quanto pagherai, per cosa pagherai, e quali rischi ci sono all’orizzonte.
È altrettanto importante distinguere con chiarezza quali spese restano in capo al proprietario e quali, invece, possono essere attribuite all’occupante dell’immobile, soprattutto in presenza di locazioni, utilizzi transitori o situazioni miste. Su questo aspetto, conoscere la corretta ripartizione delle spese condominiali tra proprietario e inquilino aiuta a evitare equivoci, aspettative errate e potenziali contenziosi futuri.
Prima di procedere all’acquisto, è quindi opportuno chiedere in modo esplicito:
- importo annuo delle spese ordinarie e cosa includono;
- presenza di riscaldamento centralizzato e criteri di ripartizione;
- fondo cassa e fondo lavori: esistono, quanto sono alimentati;
- morosità condominiale: se alta, può creare problemi di cassa e tensioni;
- lavori straordinari deliberati o in fase di preventivo.
Chiedi anche se ci sono cause legali in corso (contro costruttore, contro fornitori, tra condomini). Non è un dettaglio, perché può generare spese impreviste e rendere più complessa la gestione.
Cosa fare dopo l’acquisto della casa: comunicazioni e adempimenti
Dopo il rogito, molti pensano che sia finita. In realtà, c’è una fase operativa che, se gestita bene, evita errori e costi inutili. Comunicazioni, volture, aggiornamenti condominiali e controllo documentale vanno fatti con ordine, soprattutto nei primi giorni.
Le attività principali includono:
- volture delle utenze, o nuovi contratti se necessario;
- comunicazione all’amministratore di condominio del cambio proprietà;
- richiesta documenti condominiali aggiornati: regolamento, tabelle millesimali, scadenze;
- verifica consegna chiavi, telecomandi, badge, accessi a parti comuni;
- archiviazione ordinata dei documenti: atto, planimetrie, APE, certificazioni, verbali.
Se hai acquistato con mutuo, controlla anche che i pagamenti e gli addebiti siano allineati, e conserva tutta la documentazione bancaria collegata. Una gestione ordinata ti semplifica la vita in caso di lavori, ristrutturazioni, incentivi, rivendita futura.
Perché conoscere la gestione condominiale fa la differenza
La gestione condominiale non è un tema secondario: è ciò che determina la qualità della vita nell’edificio e la prevedibilità dei costi nel tempo.
Un condominio ben gestito tutela il valore dell’immobile, riduce le controversie, pianifica gli interventi e mantiene in efficienza le parti comuni. Un condominio disorganizzato, invece, accumula problemi, rimanda lavori, genera conflitti e spesso costa di più.
Conoscere la gestione condominiale fa la differenza perché ti permette di valutare la sostenibilità economica dell’acquisto nel tempo, capire se l’edificio è mantenuto o sta “invecchiando male”, anticipare lavori futuri e relative spese ed evitare sorprese legate a morosità, contenziosi, decisioni assembleari.
Domande frequenti
Verificare segnali di umidità, stato degli impianti e condizioni delle parti comuni.
Tempi, caparra, condizioni sospensive e documenti essenziali dell’immobile.
Atto di provenienza, visure, planimetria, APE e verifiche su gravami.
Sì, soprattutto se vengono deliberati lavori straordinari o cambiano i costi di gestione.
Il cambio di proprietà e i riferimenti per la gestione delle spese e delle comunicazioni.
Quando compri casa in condominio, non stai acquistando solo un appartamento, ma stai entrando in una comunità di regole, decisioni e responsabilità condivise.
Comprare casa senza sorprese significa unire controlli tecnici, verifiche documentali e attenzione alla gestione condominiale.
Estia ti aiuta a leggere i segnali giusti, a interpretare i documenti e a capire cosa comporta davvero entrare in un condominio, così da acquistare con maggiore consapevolezza e pianificare correttamente costi e responsabilità.



